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Omicidio-suicidio a Roveredo, 79enne uccide il marito a colpi di lampada e si toglie la vita


Omicidio-suicidio a Roveredo, 79enne uccide il marito a colpi di lampada e si toglie la vita


Sta facendo molto discutere nelle ultime ore quanto accaduto a Roveredo, comune svizzero del Canton Grigioni che conta 2.531 abitanti, dove ha avuto luogo un terribile omicidio-suicidio che vede come protagonista una coppia di anziani. Stando a quanto emerso dalle prime indiscrezioni sulla terribile vicenda sembra proprio che la settantanovenne Giuseppina Redivo avrebbe ripetutamente colpito con una lampada il marito Roberto di 86 anni alla testa fino a farlo morire e successivamente sembrerebbe aver abbandonato la camera da letto dove si era consumato l'omicidio e si sarebbe poi lasciata morire soffocandosi con un sacchetto di plastica calato sul capo. A scoprire quanto di terribile era accaduto in un elegante appartamento del condominio Celtis, a due passi dal municipio, in via Carducci al civico 20 del comune sopra citato è stata proprio la figlia della coppia che non avendo alcuna notizia dei genitori e non ricevendo alcuna risposta da quest'ultimi ha pensato bene di recarsi presso l'appartamento in cui vivevano i pensionati ma quando è arrivata sul posto ha dovuto fare i conti con una triste e tragica realtà.

La donna di nome Maria Grazia ha infatti trovato i corpi privi di vita del padre e della madre. Stando a quanto emerso da alcune indiscrezioni e stando a quanto dichiarato dagli inquirenti nelle ultime ore sembrerebbe essersi trattato di un caso di omicidio-suicidio premeditato in quanto non solo sarebbe stata trovata una lettera, scritta dall'anziana signora, con la quale chiedeva scusa ai figli per quanto di terribile stava per fare ma addirittura, sempre stando a quanto emerso da alcune indiscrezioni, sembra proprio che gli inquirenti abbiano trovato nella casa in cui è avvenuta la tragedia un borsone, preparato dalla donna, e all'interno del quale vi erano proprio la donna aveva lasciato gli abiti per il suo funerale e per quello del marito.

E proprio a proposito della lettera trovata si è espresso il procuratore Facchin il quale ha sottolineato che tale ritrovamento conferma che"Si è trattato di un gesto deliberato dalla donna mirato a porre fine alle sofferenze di entrambi". Il marito infatti era ammalato da tempo e da oltre un anno a causa di una brutta caduta dalla quale non si era più ripreso era anche costretto a letto, e forse proprio le sofferenze di entrambi ha portato Giuseppina Redivo a mettere un punto alla vita del marito e alla sua stessa vita.

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