Cronaca       Pubblicata il

Pavia, 16enne di origine marocchina tolta alla famiglia: frustata perché voleva vestire all'occidentale


Pavia, 16enne di origine marocchina tolta alla famiglia: frustata perché voleva vestire all'occidentale


Sono passati solo pochi giorni dalla notizia di una giovane marocchina che ha dovuto sopportare i maltrattamenti dei genitori, e soprattutto della madre che le ha tagliato i capelli perché aveva scoperto che la figlia fuori casa non portava il velo, ed ecco che un'altra terribile notizia è arrivata recentemente e ancora una volta vede come protagonista una ragazzina di soli sedici anni vittima di maltrattamenti da parte della famiglia. Stando a quanto emerso dalle prime indiscrezioni sembra proprio che l'adolescente, di origine marocchina ma nata a Pavia, avesse modi e abbigliamento giudicati dalla famiglia troppo disinvolti motivo per il quale proprio i genitori e il fratello, sempre stando a quanto emerso da alcune indiscrezioni, l'avrebbero punita più volte in maniera piuttosto brutale ovvero prendendola a cinghiate oppure ancora frustandola utilizzando il cavo del computer. Una violenza questa che, stando a quanto emerso dai racconti della 16enne, era dettata proprio dal suo desiderio di voler indossare abiti alla moda e lontani da quelli che sono gli indumenti tradizionali della sua cultura. Inoltre, ad avvalorare il racconto della 16enne vi sarebbe anche un referto medico dello scorso mese di febbraio quando proprio la ragazzina è finita al San Matteo per contusioni multiple con una prognosi di 31 giorni.

La ragazzina proprio lo scorso 16 febbraio ha raccontato l'incubo in cui era costretta a vivere ai poliziotti della Squadra Mobile e proprio la denuncia presentata dalla giovane donna accompagnata dal referto medico precedentemente citato hanno fatto si che i giudici ritenessero tale denuncia attendibile e la ragazzina immediatamente è stata allontanata dal nucleo familiare e affidata ad una comunità. Nel frattempo la famiglia della 16enne, contro la quale la stessa ha sporto denuncia, e nello specifico il padre e il fratello si trovano indagati dalla Procura di Pavia per maltrattamenti e lesioni.

La ragazzina avrebbe inoltre raccontato agli agenti e all’assistente sociale con la quale sembrerebbe essersi confidata “Mi dicevano: ‘Non sei come noi, se muori è meglio. Vuoi essere come le tue amiche italiane, solo le poco di buono si vestono come te'”, aggiungendo inoltre che le botte erano ormai “sistematiche” in famiglia e oltre alle botte la 16enne riceveva anche numerosi insulti.  La famiglia tramite il proprio avvocato si dice sconcertata ed inoltre i familiari della vittima di maltrattamenti hanno voluto precisare che la loro contestazione era relativa ai "comportamenti ribelli adolescenziali della ragazza", precisando però che "la religione o l’abbigliamento ‘alla occidentale’ non c’entrano nulla".

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