Cronaca       Pubblicata il

Vasto, chiesto l'ergastolo per Fabio Di Lello che dichiara di essere pentito: il pm 'Nessuna attenuante'


Vasto, chiesto l'ergastolo per Fabio Di Lello che dichiara di essere pentito: il pm 'Nessuna attenuante'


E' trascorso poco più di un mese da quando a Vasto, ovvero il comune italiano della provincia di Chieti, lo scorso 1° febbraio 2017 un uomo di nome Fabio Di Lello ha ucciso con tre colpi di pistola il 21enne Italo D'Elisa che nei mesi precedenti ed esattamente nel mese di luglio aveva provocato la morte di Roberta Smargiassi, moglie di De Lello, in un tragico incidente stradale. Ed ecco che proprio nelle scorse ore è emerso che a conclusione di una requisitoria di due ore, il pm Giampiero Di Florio ai giudici della Corte d'Assise di Lanciano avrebbe avanzato la richiesta di condanna ad ergastolo per il trentaquattrenne Fabio Di Lello che deve rispondere dell'accusa di omicidio volontario premeditato. Sulla questione si è espresso proprio il pm Giampiero Di Florio il quale ha affermato che non esiste una ricostruzione dei fatti alternativa e che anzi sono state dimostrate delle prove evidenti sulla premeditazione dell'omicidio commesso da Di Lello lo scorso 1° febbraio. Nel corso della requisitoria di due ore sono stati mostrati video e immagini varie del giorno dell'omicidio avvenuto davanti al bar Drink Water e proprio la difesa ha sempre sostenuto che in realtà Di Lello fosse stato provocato dalla giovane vittima.

L'accusa invece, proprio tenendo conto delle immagini mostrate dal procuratore capo ai giudici, sostiene che in realtà tra Fabio Di Lello e Italo D'Elisa non vi sia stato alcuno scambio di battute, sottolineando che i due in realtà non parlarono e che quando Di Lello vide il giovane tornò verso la sua automobile e prese la pistola calibro 9 utilizzata successivamente per commettere l'omicidio. E proprio Di Lello, dopo che sono state mostrate le immagini dell'omicidio di Italo D'Elisa si è rivolto ai giudici esprimendo poche parole in cui è racchiuso tutto ildolore e il pentimento per quanto fatto.

“Sono pentito e dispiaciuto per quanto ho fatto, per il grande dolore che avevo in quel periodo", afferma nello specifico il trentaquattrenne Fabio Di Lello rivolgendosi ai giudici e alle sue parole seguono poi quelle dei suoi legali i quali sottolineano che l'intenzione dell'uomo era proprio quella di fare capire ai giudici che non vi è stata alcuna premeditazione sull'omicidio e che in realtà l'incontro con la giovane vittima è da considerare casuale. Alcune indiscrezioni rivelano che il processo è stato rinviato al prossimo 24 marzo.

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