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Bari tiene il passo delle province più colpite dalla febbre per l'azzardo


Bari tiene il passo delle province più colpite dalla febbre per l'azzardo


Internet è lo strumento di diffusione più utilizzato e innegabilmente il più comodo. La rivoluzione della rete ha cambiato il sistema di diversi settori, primo tra tutti l’azzardo. Il gambling sta sfruttando le carte a sua disposizione per velocizzare la fruizione del prodotto agli utenti della rete, cercando di offrire un servizio più efficace del live gaming.

Il settore dell’online chiama a sé più di un milione e mezzo di italiani ogni anno, per un volume di gioco di circa 700 milioni di euro. Merito soprattutto dei casinò game, che costituiscono da soli circa il 40%. Aiutati dalle slot machine, la specialità più praticata dagli utenti di internet. Ogni mese più di 100.000 persone cercano su Google “slot machine gratis”, scegliendo poi di passare alla versione a pagamento. Il brivido dell’azzardo ha coinvolto sempre più persone, aumentando del 27% la spesa per i casinò game. Un problema che riguarda tutte le fasce d’età, come ha voluto sottolineare una ricerca riportata da Logico. Non soltanto minorenni e neo-maggiorenni, la cui attività su internet non sfiora la patologia ma rimane in genere controllata.

Se si guarda alla situazione in Italia, si può riconoscere una frammentarietà evidente nel settore gambling. In mancanza di una legislazione nazionale restrittiva, ogni ente locale fa il bello e il cattivo tempo. Al nord l’Emilia-Romagna sta varando una riforma per destinare 300.000 euro all’anno al contenimento del fenomeno azzardo. La cifra è destinata agli esercenti che decidono di togliere o non installare slot machine, schierandosi di fatto contro la loro diffusione. Inoltre si pensa di rinforzare i centri di accoglienza per i giocatori patologici, in aumento in tutta la regione. Nella stessa direzione si pone il lavoro della provincia di Bolzano, che con il Tar regionale ha visto ribadite le sentenze a favore del distanziometro e degli orari di aperture delle sale scommesse. Al contrario invece la Toscana ha appena visto annullare la chiusura di una sala giochi disposta dal Comune di Prato: una decisione del Tar che rischia di creare un precedente difficile da cancellare.

Al sud si presenta un quadro un pochino più difficile da interpretare. Qui il gioco minorile e nei neo-maggiorenni, in una ricerca condotta tra studenti di età compresa tra i 14 e i 19 anni, ha raggiunto numeri più alti rispetto al resto d’Italia. La provincia con maggiore densità di giocatori è Napoli, aiutata anche da una presenza massiccia di slot machine. La Puglia dal canto suo non entra nel lotto dei principali giocatori d’azzardo. Nella top five la Campania è l’unica regione meridionale, e soltanto Bari tiene il passo delle province più colpite dalla febbre per l’azzardo. Nonostante questo la Puglia non ha voluto abbassare la guardia, mettendo a bilancio 150.000 euro per l’Osservatorio sul GAP. La regione cerca ulteriori fondi per poter potenziare il ruolo delle case per la cura della ludopatia. Un compito difficile, essendoci più interessi economici nel proteggere il settore economico che nell’indebolirlo. Ma il cambiamento pare essere nell’aria, con o senza sponsor per applicarlo. La situazione pugliese sembra già essere sotto controllo, senza bisogno di arrivare a misure drastiche. Forse perché qui la prevenzione è stata realtà, e non solo propaganda.

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