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Babbo Natale è morto e la Befana non si sente troppo bene


Babbo Natale è morto e la Befana non si sente troppo bene


Comincia più o meno così lo spot in onda su numerose radio toscane di Maxitracce, la catena di negozi di scarpe con sede a Ponsacco che sta facendo sobbalzare sui sedili delle auto e sulle sedie degli uffici gli ascoltatori. Una frase choc per migliaia di bambini che credono ciecamente al fatto che Babbo Natale porterà loro regali.

E che la Befana, il 6 gennaio, donerà loro caramelle o carbone, a seconda di come si sono comportati durante l’anno. La pubblicità, dopo l’annuncio “da infarto”, specie per i genitori che devono spiegare cosa sia successo al loro personaggio preferito di questi tempi, prosegue con una sola certezza: "Maxitracce sta alla grande e vi convince con la scala fino al 50%", intendendo gli sconti attuati dai punti vendita. «Volevamo giocare sul fatto che Babbo Natale rappresenta solo una fiaba, una promessa che non viene mantenuta. Mentre la nostra azienda mantiene sempre quello che dice di voler fare», spiega Laura Orsi, responsabile comunicazione e marketing della catena di negozi di calzature. «D’altra parte - prosegue - i nostri clienti più fedeli sono ironici e non hanno bisogno di credere a quello che non esiste.

Ma sanno che possono contare su di noi e che sono artefici del loro destino». Come dire, «non credete alle favole, ma andate da Maxitracce», aggiunge. Sarà, però, da piccoli si crede a Babbo Natale per una fatale fiducia nei grandi. E per il fatto che, in realtà, i regali chiesti nella fatidica letterina sotto l’albero si trovano per davvero. Insomma, uno spot su cui si può discutere. Anzi, la polemica è già cominciata. E, manco a dirlo, con un gruppo sull’immancabile Facebook dal titolo “Stop a Babbo Natale è morto” che, in venti minuti, ha raccolto un centinaio di iscritti.

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