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ATTACCO AL LIBRO SUI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA DI GIUSEPPE CLEMENTE IL DIRETTIVO CRD: “GESTO SLEALE E SCORRETTO, ASURDO SILENZIO DEGLI ORGANIZZATORI”


ATTACCO AL LIBRO SUI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA DI GIUSEPPE CLEMENTE IL DIRETTIVO CRD: “GESTO SLEALE E SCORRETTO, ASURDO SILENZIO DEGLI ORGANIZZATORI”


Il Consiglio Direttivo del CRD-Storia Capitanata di San Severo esprime piena e convinta solidarietà al Presidente Giuseppe CLEMENTE, oggetto di violentissimo attacco da parte di un cattedratico in una conferenza convocata dalla Biblioteca dei Cappuccini di San Severo, per “…commemorare i concittadini che a vario titolo sono stati presenti nel conflitto mondiale”. Il Prof. Giuseppe CLEMENTE ha scritto un volume, pubblicato dal CRD, su “ I caduti di San Severo nella Grande Guerra”, che ha trovato grandi estimatori da Romano UGOLINI, presidente dell’Istituto di Storia del Risorgimento , a Pasquale CORSI e Saverio RUSSO, docenti universitari,a Marco PIZZO, componente del Museo Centrale del Risorgimento, e da tale volume è stato enucleato (con regolare delibera della Giunta Comunale di San Severo) l’elenco dei caduti confluito nelle stele di Piazza Allegato.

Se è vero che la ricerca non è mai conclusa perché c’è sempre altro da trovare ed aggiungere e se è anche possibile che, nel testo citato, ci possano essere eventuali errori di trascrizione dovuti alla difficoltà della ricerca perché le fonti sono tante e le schede dell’Archivio Comunale sono deteriorate, scritte a mano un secolo fa, con varie correzioni e sovente fuori posto, due cose sono acclarate e sulle quali non c’è discussione : a) l’inserimento nell’elenco dei soli nati a San Severo è una scelta adottata a livello nazionale e fatta propria dal Centro Studi Storico Militare “P.Pieri” ; cosa diversa è che, chi di competenza, possa ritenere opportuno ricordare con una ulteriore stele anche i non nati ma residenti a San Severo all’atto della chiamata alle armi; b) l’elenco ha un suo inizio ed una sua fine temporale (al 31.10.1920) per via di una legge dello Stato, la n. 877 del 12 giugno 1931. Il resto sono chiacchiere, fumosità e boriosità particolarmente sgradevoli e spiace constatare che importanti sodalizi, organizzatori dell’incontro, hanno contribuito a far scadere la commemorazione in indecente scontro, senza dare nessuna possibilità di confronto, e che altri sedicenti personaggi della cultura cittadina si divertono a diffondere immagini di comodo.

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