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MUKANDA FESTIVAL VICO DEL GARGANO


MUKANDA FESTIVAL VICO DEL GARGANO


Dal 3 al 5 agosto Vico del Gargano è coscienza, consapevolezza e ritorno. L’associazione culturale MUKANDA organizza il MUKANDA FESTIVAL: 3 giorni di musica, arte e dibattito finalizzati al recupero del centro storico, sottoutilizzato, di questo borgo annoverato tra i più belli d’Italia, con un territorio che spazia dal pluricelebrato mare della Puglia ad una delle Foreste più grandi del meridione, la Foresta Umbra.

La tre giorni prende il nome da un rito d’iniziazione di una tribù africana, quella degli ndembu, che come molte altre culture del mondo allontana i propri giovani dalla comunità e li sottopone ad un percorso di riflessione, di crescita, per poi riaccoglierli da adulti.

Il festival, dopotutto, vuol’essere proprio questo: un’occasione attraverso cui acquisire nuova coscienza del proprio patrimonio storico, per poter tornare ad appropriarsene, per poterlo rendere davvero condiviso, con tutto il bagaglio di conoscenze appreso al di fuori. Vuole stimolare una riflessione che ponga in complementarità, e non in antitesi, identità, storia e nuovi sviluppi tecnologici, nuove idee.

Difatti, una delle novità del festival riguarda anche il suo meccanismo di finanziamento, in parte realizzato tramite una campagna di crowdfunding su Indiegogo. Già molto diffuso in America e Nord Europa, questo “finanziamento collettivo” in Italia rappresenta ancora una novità, per molti, ma sicuramente si appresta a diventare parte fondante di una nuova economia più democratica e dal basso, poiché conta sulle piccole donazioni e sulla forza del numero, raggiungibile solo grazie al potente mezzo di diffusione costituito dalla rete.

Talk. I dibattiti che si svolgeranno tutte le sere proveranno via via ad aggiungere tasselli, a guidare il pubblico verso la propria riflessione. Si inizierà con Slow Food, la sua visione di sviluppo equo e sostenibile e una proposta di recupero del borgo tramite la rivalutazione del cibo inteso come principio culturale. Silvia Sivo, poi, fondatrice di Pop_Hub, realtà barese che parte dalla mappatura degli spazi urbani inutilizzati tramite app e piattaforme virtuali apposite, ai fini di riuso e rivitalizzazione urbana e sociale, proverà a dimostrare l’opportunità, anche economica, determinata da un recupero degli spazi, in contrasto al consumo di suolo e all’abbandono edilizio. Werther Albertazzi, infine, della bolognese PlanimetrieCulturali, cercherà di sintetizzare il tutto con gli esempi dei numerosi spazi da loro bonificati in giro per l’Italia e proponendo la soluzione del Riuso Temporaneo come alternativa all’abbandono.

Musica. Come tema centrale il retrofuturismo di matrice africana, il ritorno alle origini della musica, laddove tutto è iniziato. Così come il Mukanda, l’Afrofuturismo si presenta come uno sguardo consapevole alle origini, ma con i mezzi del presente. I suoi esponenti hanno sempre cercato di dare nuova linfa vitale ai miti e alle storie delle proprie origini, della diaspora africana, attraverso mezzi e stili contemporanei, consci che le stesse concezioni di identità e tradizione che oggi abbiamo non possano prescindere da un presente molto pop, fatto di tecnologia, cinema e videogames. Cinque nomi di spicco aprono la line-up, destinata ad arricchirsi di giorno in giorno: Clap! Clap!, un nuovo progetto dell’eclettico Cristiano Crisci, toscano, che ha concentrato la sua ricerca sul campionamento di tribù, gruppi musicali e cantanti provenienti dal continente africano; Débruit, producer francese che unisce beat electro, synth e ruvidi toni afro provenienti dal mondo analogico. Paul White, producer e cantante inglese anch’esso impegnato in un’instancabile ricerca di ritmiche primordiali e di possibili loro contaminazioni in chiave contemporanea; Dj Khalab, moniker sotto cui si cela, con un alone di mistero, un musicista italiano che abbraccia in un colpo solo tutte le derive possibili dei dancefloor contemporanei ma lo fa con un’energia ancestrale, primitiva, rendendo la vostra primavera improvvisamente infuocata. La sua sperimentazione culminerà con un act assieme a Baba Sissoko, grande musicista proveniente dal Mali che lo accompagnerà con la sua voce e la sua kora. Mo’ Kolours, compositore anglo-mauriziano che mescola hip-hop, soul e dub afrocaraibica, con conseguenti scanalature ipnotiche di danza tribale; Harmonious Thelonious, il progetto del producer Stefan Schwander che concentra il proprio sound su beat ruvidi e dense texture ispirate alla musica minimalista americana e ai pattern ritmici africani.

Arts. Mukanda è anche un festival di street-art, curato dai ragazzi di Altrove festival, sicuramente uno dei migliori festival di street-art a livello nazionale, realtà che nasce a Catanzaro con l’obiettivo di rieducare al concetto di bellezza in contesti urbani trascurati e di contribuire alla creazione di una cittadinanza attiva e partecipativa nella cura degli spazi comuni. I suoi artisti trasformeranno le aree periferiche con opere murali e impreziosiranno lo stesso centro storico con installazioni in legno, poco impattanti, che potranno diventare delle vere e proprie attrazioni, al pari ed in maniera complementare alle torri e mura di cinta.

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