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Ospedale di San Giovanni Rotondo: San Giovanni Rotondo, 30 volontari Telethon nei laboratori di Casa Sollievo


Ospedale di San Giovanni Rotondo: San Giovanni Rotondo, 30 volontari Telethon nei laboratori di Casa Sollievo


San Giovanni Rotondo, 30 volontari Telethon nei laboratori di "Casa Sollievo"
L’iniziativa, che ha visto protagonisti un gruppo di trenta volontari delle delegazioni Telethon di Apricena, Torremaggiore, Trinitapoli, Candela, Foggia, San Severo e i rappresentanti del Coordinamento Provinciale Telethon Cosenza, ha il fine di far incontrare e dialogare il mondo del volontariato, sempre in prima linea per la raccolta fondi sulle malattie genetiche rare, con quello della ricerca, anch’esso costantemente in trincea nella ricerca per la cura delle tantissime patologie ad oggi conosciute.

I volontari sono stati accolti dal direttore generale Domenico Francesco Crupi e, in seguito,  accompagnati dai ricercatori hanno visitato i laboratori di ricerca in cui sono studiate le malattie genetiche, le terapie innovative e la medicina rigenerativa. Proprio per queste attività, Casa Sollievo della Sofferenza è classificata, con decreto del ministero della Sanità, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS).

Tra i ricercatori che hanno accolto e guidato i volontari era presente anche Giuseppe Merla, ricercatore Telethon, che attualmente  coordina un gruppo di ricerca presso il Servizio di Genetica Medica dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, che si interessa prevalentemente dello studio dei meccanismi molecolari alla base di malattie genetiche rare come la sindrome di Williams-Beuren e la sindrome Kabuki.

“Queste giornate conferiscono ancor più valore all’opera del Santo da Pietrelcina, che quasi sessant’anni fa decise di realizzare un’opera che suscita, ancora oggi, il senso del miracolo in tutti noi – dichiara Nico Palatella, coordinatore Telethon Foggia, che continua – scoprire di essere a pochi chilometri da un’eccellenza internazionale della ricerca scientifica, ci rende ancora più consapevoli e responsabili del ruolo che svolgiamo come volontari nella Fondazione Telethon. Siamo certi che grazie anche alle donne e agli uomini conosciuti oggi un giorno riusciremo a scrivere la parola “fine” sotto il nome di ogni malattia genetica, come volle significarci la nostra fondatrice Susanna Agnelli nel lontano 1990”.



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